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  • Ente promotore: Ente promotore
  • Periodo: 27/04/2021

COMUNICATO DEL PRESIDENTE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, P.P.C. DELLA PROVINCIA DI FORLI'-CESENA -  PERCHE’ I BONUS NON DIVENTINO MALUS

In questo periodo, nel ruolo che rivesto, si intensificano le occasioni di confronto sui bonus e sul superbonus; confronti pubblici tra professioni, con associazioni ed enti; momenti informativi con i mezzi di comunicazione e incontri con privati cittadini e colleghi.

È difficile avere e quindi rappresentare un quadro chiaro delle possibilità che sono a disposizione del cittadino, le misure si sono sovrapposte in un tumultuoso vortice normativo e regolamentare condito di circolari, interpelli e collegati di ogni tipo. Un incrocio dispettoso tra norme fiscali che definiscono interventi edilizi e norme edilizie che inesorabilmente, consegnate alla sola visione legale ed a volte ideologica, fanno passi indietro clamorosi, come con l’art.10 del decreto semplificazioni della L.120/20 e l’ancora più confusionaria successiva circolare del MIT.

Tuttavia, come mi capita spesso di sottolineare, è la più corposa occasione che lo stato ha mai messo in campo e con il meccanismo del credito di imposta e della sua cessione, ormai diffuso ed applicabile a tutti i bonus, costituisce un armamentario mai ipotizzato.

Purtroppo i dati sono impietosi e raccontano uno scenario che sottolinea la complessità della messa a terra dei progetti. Ad inizio aprile, dopo ormai un anno dagli esordi, si registravano poco più di 10000 interventi avviati per il superbonus che su 8000 comuni di Italia rappresentano una media un po’ bassina; ma il dato di maggiore delusione è la natura degli interventi, nella maggioranza caratterizzati da operazioni esclusivamente impiantistiche con uno scarsissimo appeal per le riqualificazioni importanti del patrimonio abitativo e dei condomini.

Molti osservatori e le statistiche segnalano che hanno preso nel tempo maggiore rilievo i bonus tradizionali arricchiti dal Bonus facciate, facciamoci una domanda e diamoci una risposta, diceva un mio professore negli anni degli studi universitari.

Sul superbonus 110% ci si aspetta una impennata, l’auspichiamo un po’ tutti verificheremo i numeri, moltissimi sono gli interventi frenati dal primo passo, quello della verifica dello stato attuale, tecnicamente dello stato legittimo, in sostanza che non ci siano abusi (che poi sul termine dovremo prima poi iniziare una discussione). Ma il proseguo degli approfondimenti racconta difficoltà ulteriori, nel meccanismo, nell’applicazione e nelle possibilità previste dalla norma.

DOBBIAMO EVITARE CHE IL BONUS DIVENTI MALUS

Il quadro delle norme è da migliorare deve essere affrontato con decisione, la promiscuità interpretativa del diciamo tutti ciò che ci pare ha mandato in confusione la stessa PA con norme disomogenee, correzioni in corsa e azioni dichiarate di semplificazione che hanno prodotto effetti contrari.

Le professioni con altre parti della società hanno chiesto e proposto miglioramenti, avremo presto nuove indicazioni. Per precisare norme edilizie e procedurali, ampliare i beneficiari, per ridurre gli oneri burocratici, per chiarire aspetti controversi e per riportare la norma nel suo alveo, che è fiscale e togliere ad esempio ad Agenzia delle Entrate, la possibilità di incursioni nelle norme tecniche.

È necessaria la spinta delle professioni, che sono anello di congiunzione tra la norma i cittadini la pubblica amministrazione l’impresa. Non esistono altre figure in grado di fare questo, di gestire le complessità e le particolarità, non certo i general contractor. E tra queste l’Architetto che è attore indispensabile nella connessione tra le specializzazioni per la qualità della città.

Ci vogliono tecnici impegnati e competenti, nella nostra provincia ce ne sono e si stanno aggiornando e applicando con passione. I professionisti possono e devono organizzare reti di collaborazioni efficaci e concrete per rispondere alle necessità dei cittadini.

La mancata digitalizzazione della PA, in coincidenza con la pandemia, sta pesando come un macigno, oggi si stanno cercando soluzioni che per anni sono state sottovalutate e quindi oggi ci vuole comprensione e collaborazione nel tentativo di recupero di situazioni mai affrontate.

Ed in questo i Comuni hanno la responsabilità di azionare ogni leva per la digitalizzazione degli archivi, per la definizione di portali di gestione delle procedure moderni e funzionali, di snellire (non voglio usare la parola semplificare) le norme, i regolamenti e i piani ora e coerentemente con il momento storico, anticipando ciò che è necessario senza rimandare esclusivamente alla nuova stagione dell’urbanistica, che si sta avviando e che sta distogliendo energie preziose dalle necessità quotidiane, avanzando senza quelle azioni di partecipazione inclusiva e efficace auspicate dalla legge e oggi ostacolate dalla pandemia.

L’obiettivo principale della misura è la rigenerazione delle città ed il punto è quello di fare ciò che è necessario per incrementare la qualità del patrimonio edilizio, la sicurezza, l’efficienza energetica e nel complesso la resilienza della città. Ne abbiamo parlato nella nota “I BONUS PER LA CITTA’”.

E qui è necessario che la figura del committente, il cittadino o il condominio, esca dal tutto gratis e dall’ipotizzare esclusivamente ciò che si può fare velocemente e procede senza indugio affidandosi  ad indagini tecniche concrete e discriminanti e dare precedenza a ciò che serve nel concreto all’efficientamento, alla sicurezza e alla qualità dell’edificio.

Infine ma piu’ importante è necessario avere piu’ tempo Il tempo scorre e allo stato attuale i termini per l’adesione alla misura del superbonus si stanno abbreviando. Sono necessarie le auspicate proroghe al dicembre 2023, servono per programmare il lavoro, per procedere ad attività complesse, servono per avere fiducia. Vedremo, chi scrive ritiene che la proroga al 2013 abbia comunque il fiato corto per ciò che servirebbe veramente ci vuole piu’ margine per l’attivazione di progetti complessi.  

Se non si azioneranno queste leve il Bonus planerà in un piu’ percepito Malus.

Avrà accontentato qualche occasione, certo anche interessate, ma avrà svilito una intuizione di grande respiro, affossata da manchevolezze di questo nostro splendido paese, manchevolezze che anche in questa occasione si sono fatte avanti irrisolte da anni e che se non si procede come da tempo tutti diciamo rimarranno tali ad appesantire un sistema che non sta funzionando da paese moderno.

Diamoci da fare.

Arch. Paolo Marcelli

Presidente dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori  
Provincia di Forlì-Cesena.     

 

NB * La vignetta è dell'Arch. Gian Lorenzo Ingrami - Ordine Architetti P.P.C. di Modena – pubblicata nel sito delle Federazione Ordini Architetti PPC Emilia Romagna – pagina Superbonus 10% al seguente link: http://www.emiliaromagna.archiworld.it/ERF/Engine/RAServePG.php/P/65531ERF0305

>Scarica il comunicato - PERCHE’ I BONUS NON DIVENTINO MALUS


 
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